Fitofarmaci a base di rame, ore contate?

La Comunità Europea si sta preparando alla revisione dei fitofarmaci a base di rame.  Il rame infatti è uno dei prodotti fitosanitari maggiormente impiegati per la difesa delle colture da avversità crittogamiche e batteriche. Il suo ampio utilizzo ha però lo ha portato sul “banco degli imputati” in qualità di metallo pesante che si accumula nel terreno. Bruxelles ha finalmente approvato un piano con un budget di oltre 1 milione e 200 mila euro, cofinanziato dall’UE per il 50% per trovare soluzioni alternative.

Il problema sta principalmente nel fatto che i prodotti a base di rame sono gli unici fungicidi attualmente autorizzati per il “biologico” ,benché sia assodato che questo metallo pesante si accumuli nel terreno agrario e negli organismi viventi (quindi anche nell’uomo) senza possibilità di espulsione o degradazione cosa che invece  avviene più o meno rapidamente nei fungicidi organici di sintesi.

A partire dal 2002, per ridurre i possibili effetti negativi connessi all’utilizzo dei prodotti fitosanitari contenenti rame, sono state emanate disposizioni legislative comunitarie e nazionali: per esempio, nell’agricoltura biologica non si può superare la dose di 6 kg di rame per ettaro nel corso dell’anno.

Secondo recenti studi condotti nell’ Unione Europea, l’uso continuativo dei sali di rame dal ‘800 a oggi,  ha portato a concentrare il metallo nei terreni agricoli, con livelli che variano tra 100 fino a 1.280 milligrammi per chilo di suolo, contro valori di 5-20 mg per kg di suolo in quelle aree non usate per attività agricole.

E’ cosa nota che una eventuale ulteriore riduzione delle dosi di impiego da quelle attuali andrà di fatto a vanificare l’efficacia fungicida del prodotto, rendendo assai difficile il controllo di malattie fungine, già molto complicato per i coltivatori in regime biologico.

Sebbene l’uso di tale metallo pesante (il verderame dei nostri nonni) riconducesse nell’immaginario collettivo ai principi dell’agricoltura di una volta, forse non avrebbe mai dovuto essere autorizzato nel “biologico”:  rinunciando alla nostalgia e affidandosi alla scienza speriamo sia trovata rapidamente una soluzione al problema.

http://lavitabio.it/2018/07/16/verderame-stop/

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