Sono quasi vent’anni che i regolamenti comunitari ed i Piani di Sviluppo Rurale prevedono misure di sostegno per gli agricoltori che adottano nella propria azienda misure agro-ambientali.

Da allora sono molti i produttori agricoli che hanno scelto di modificare la  forma di conduzione della propria azienda introducendo coltivazioni legnose   a ciclo medio e lungo, siepi campestri, boschetti ed altre formazioni arboree.

Una delle principali motivazioni che hanno spinto   le aziende agricole al cambiamento è la possibilità di accedere agli aiuti previsti, la cui entità risulta spesso importante per integrare la redditività  delle coltivazioni tradizionali.

Per le coltivazioni a ciclo breve (quali ad esempio la pioppicoltura) è possibile ottenere un rimborso fino al 80% delle spese di impianto. Per quelle a ciclo lungo (latifoglie pregiate) si può arrivare in alcuni casi sino al 100%. Sono previsti poi notevoli sovvenzioni per le spese di manutenzione (sino a 1.200 euro/ettaro l’anno per cinque anni) e premi per la perdita di reddito (sino ad un massimo di 600 euro/ettaro l’anno per quindici anni). Detti contributi sono poi abbinabili ai premi disaccoppiati della PAC.