Il legno è una materia prima  destinata a crescere di valore,  in quanto vi è una domanda sempre più elevata, soprattutto da parte delle industrie dell’energia rinnovabile.

Coltivandolo si tutela l’ambiente,  migliora il paesaggio  e si favorisce il risparmio energetico

Il legno è quindi fonte di reddito.

Chi fa arboricoltura rende più flessibile l’offerta di prodotti della propria impresa agricola ed aumenta il suo reddito, vendendo legname sul mercato e producendo energia per la propria azienda.

L’impiego di specie selezionate e di provenienza locale permette di conseguire risultati migliori in termini di attecchimento e produttività. Ciò perché nel tempo le specie si adattano alle condizioni del terreno e del clima territorio in cui da anni si riproducono, garantendo una migliore risposta in termini di resistenza alle patologie ed alla produttività stessa.

E’ possibile coltivare legname pregiato quali farnia, frassino, noce e ciliegio inserendo specie di accompagnamento per la produzione di legna da ardere. Puntando su più di una specie, si riducono i rischi delle patologie e si riducono i rischio di mercato, potendo contare su una costante produzione di legna da ardere il cui prezzo è in costante aumento.

Le politiche europee e nazionali, in materia di incentivi  per la produzione di energia rinnovabile, hanno favorito la realizzazione di un notevole numero di impianti alimentati a biomassa. Purtroppo ciò sta avvenendo senza tener conto del periodo di crisi in cui versa il mercato del mobile ed il settore edile, notoriamente grandi produttori di scarti legnosi. Sarà quindi sempre più necessario fare ricorso a coltivazioni arboree capaci di fornire in breve tempo grandi quantità di legno, facilmente accessibile e vicino agli impianti di trasformazione.