Legno africano per il clima tedesco
C'è qualcuno che importa alberi dall' Africa per produrre "energia verde" in Germania. Sembra un paradosso ed invece è tutto vero, parliamo della ditta svedese Vattenfal.
Per anni, Vattenfall è stata considerata una delle “pecore nere” del mercato energetico tedesco, a causa del suo alto consumo di carbone e per lo sfruttamento delle sue miniere di lignite, così come i suoi impianti nucleari.
L’impresa è stata oggetto di ripetute proteste da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, come quando era prevista la costruzione di una nuova centrale a carbone a Berlino. In quella occasione, l’impresa ha cambiato i suoi piani e ha annunciato nel marzo 2009 che avrebbe invece costruito due centrali a biomassa e due centrali a gas naturale. Il Senato di Berlino e gli ambientalisti furono molto soddisfatti della decisione e si congratulatularono così con l’azienda.
Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché evidentemente i boschi della Germania non hanno tutto questo surplus di legname, e la Vattenfall ha iniziato a importare biomasse forestali dalla Liberia. E la domanda che ci facciamo è questa: quanta CO2 iimmetteranno ogni giorno le navi e gli autocarri che attraversano i due continenti per emetterne di ulteriore nel territorio tedesco? E quali saranno gli effetti della deforestazione a poco costo in atto nel territorio della Liberia?
Politiche di energia verde di questo tipo non fanno sicuramente bene alle tante buone aziende che operano nel settore.
E un tale fallimento può insegnare solo una cosa, che è impensabile e del tutto utopistico pensare di realizzare centrali a biomasse senza approvvigionamenti certi e di origine locale.